Venice Charter on Reconstruction Guidelines for post-war development

“The war which is coming is not the first one. There were other wars before it. When the last one came to an end there were conquerors and conquered. Among the conquered the common people starved. Among the conquerors the common people starved too.”
Le parole di Bertolt Brecht sono oggi più attuali che mai: i conflitti siriano, yemenita e iracheno spiegano le atrocità quotidiane davanti ai nostri occhi, non sono né i primi né gli ultimi. Aleppo, Damasco, Homs e le altre città siriane e yemenite (Sanaa, Aden, Ta’iz, Sa’dah) sono state aggiunte a una lunga lista: Guernica, Coventry, Dresda, Hiroshima, Beirut, Baghdad, Mosul, Bassora.
L’urbicidio, la distruzione deliberata della città e della sua popolazione vivente, si è istituito come una moderna strategia di guerra, una forma di genocidio, dove le forze armate prendono di mira in modo illegittimo la popolazione civile. La crescente prevalenza di urbicidi nel mondo contemporaneo pone nuove richieste e necessità di nuovi approcci allo sviluppo postbellico.